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martedì 3 dicembre 2013

Aleksandr Herzen - Lavoro che abbrutisce la maggioranza

“Tutta la nostra educazione, il nostro sviluppo letterario e scientifico, il nostro amore per ciò che è raffinato, le nostre preoccupazioni, presuppongono un terreno costantemente ripulito da Altri, preparato da Altri; è indispensabile il lavoro di Qualcuno affinchè noi possiamo avere il tempo libero necessario al nostro sviluppo psichico, quel tempo libero, quell’ozio attivo, che permette al pensatore di concentrarsi, al poeta di sognare, all’epicureo di godere, che favorisce lo sviluppo opulento, capriccioso, poetico, ricco, delle nostre individualità aristocratiche. (….) La nostra civiltà è la civiltà di una minoranza, è possibile solo grazie al lavoro che abbrutisce la maggioranza“

Aleksandr Herzen

giovedì 14 novembre 2013

Sergio Di Cori Modigliani: il cittadino attivo




Mi piace molto questo estratto dell'articolo di Sergio Di Cori Modigliani che definisce il "cittadino attivo" e che a mio avviso puo' anche essere denominato "onesta' intellettuale"

Articolo originale
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Quindi, come si fa a sapere che cosa ha detto o non ha detto la Corda?

Ecco in che cosa consiste l'esercizio di cittadinanza attiva: si va a vedere su youtube la ripresa video del suo intervento, quella autentica, senza aggiunte e senza tagli. Si compie, quindi, un'azione (da cui l'aggettivazione "attiva") senza far caso alla didascalia, nè a quella che la esalta nè a quella che la contesta. Dopo averlo visto ci si pensa su. Magari, se è il caso, lo si rivede un'altra volta, lo si studia e si ottiene una idea, un giudizio, una opinione, che è frutto della riflessione della propria mente, quindi è originale. Quando si partecipa, poi, al dibattito, si porta avanti la propria argomentazione magari citando la frase al minuto 1,23 o 2,41 inserita nel suo contesto generale. Questo presuppone un meccanismo attivo.
Chi non lo vuole fare che stia zitto.

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mercoledì 13 novembre 2013

Alessio Mannino: PROPAGANDA E MANIPOLAZIONE. FACILE FACILE


DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

Grande Fratello imbonitore, dacci oggi la nostra propaganda quotidiana. Attraverso i cosiddetti “fatti” che ci vengono propinati dopo un opportuno trattamento Ludovico(1), subiamo ogni giorno un inconscio lavaggio del cervello. Inconscio per il terminale-consumatore di notizie-merci, non certo per i suoi fabbricatori. Ho provato a condensare in 11 punti i fondamentali della tecnica manipolatoria della propaganda politica, una derivazione del marketing commerciale.

Principio della semplificazione e del nemico unico

E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali. 

Principio del metodo del contagio 

Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo. 

Principio della trasposizione 

Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre. 

Principio dell’esagerazione e del travisamento 

Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave. 

Principio della volgarizzazione 

Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria. 

Principio di orchestrazione 

La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

Principio del continuo rinnovamento 

Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse. 

Principio della verosimiglianza 

Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie. 

Principio del silenziamento 

Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario. 

Principio della trasfusione 

Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi. 

Principio dell’unanimità 

Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità. 

Ps: vi ho manipolati. Cioè ingannati. Non è farina del mio sacco. Questi, secondo uno studio, sono gli 11 princìpi (2) di Joseph Goebbels, genio della persuasione di massa. All’insegna del motto: «controlla le masse senza che esse lo sappiano», assioma fondamentale dell’inventore del marketing, Edward Bernays (3), altro stregone moderno.

Alessio Mannino
www.ilribelle.com
25.10.2013

1) http://it.wikipedia.org/wiki/Arancia_meccanica_%28film%29
2) http://www.poli.edu.co/polimedios/pdfs/JOSEPH%20GOEBBELS%20guion%20exposicion.pdf
3) http://www.disinformazione.it/propaganda.htm 

mercoledì 6 novembre 2013

Lorenzo de’ Medici: chi vuol esser lieto, sia ...


CANZONA DI BACCO
        Quant’è bella giovinezza,
che si fugge tuttavia!
chi vuol esser lieto, sia:
di doman non c’è certezza
.
...

Andrea: commento ad un articolo



Carlo,

colgo l'occasione per ricordarti che, a mio avviso e di altri milioni di italiani, il M5S e' l'unica alternativa anche se non esente da possibili miglioramenti.

Continua a cercare la "pagliuzza" sul M5S non esentandoti pero' dal cercare anche la "trave" negli altri partiti.

... e facendo poi una opportuna e non piu procrastinabile valutazione di merito !

mercoledì 30 ottobre 2013

Jim Morrison: maschera


E’ meglio essere odiati
per ciò che siamo,
che essere amati per
la maschera che portiamo


Jim Morrison

sabato 12 ottobre 2013

Bertrand Russel: paura del pensiero


L’uomo ha più paura del pensiero che di ogni altra cosa al mondo: più della propria rovina, persino più della morte. Il pensiero è sovversivo e rivoluzionario, distruttivo e terrificante; il pensiero è implacabile nei confronti del privilegio, delle istituzioni ufficiali, delle comode abitudini; il pensiero è anarchico e senza legge, indifferente all’autorità, incurante della ben collaudata saggezza del passato. Il pensiero affonda lo sguardo nell’abisso dell’inferno e non se ne ritrae spaventato. Il pensiero vede l’uomo, debole frammento, immerso in oceani senza fondo di silenzio; e tuttavia non rinuncia la proprio orgoglio, e resta impassibile come se fosse il signore dell’universo. Il pensiero è grande, veloce e libero, è la luce del mondo, è la suprema gloria dell’uomo.
Ma, perchè il pensiero divenga possesso di molti, anzichè privilegio di pochi, dobbiamo farla finita con la paura. E’ la paura a impastoiare gli uomini: il timore che le loro amate credenze si rivelino illusorie, che le istituzioni grazie alle quali campano si dimostrino dannose, che essi stessi si manifestino meno meritevoli di rispetto di quanto non avessero supposto. ” E’ ammissibile che il lavoratore abbia atteggiamenti da libero pensatore nei confronti della proprietà? E che cosa ne sarà di noi i ricchi? E’ ammissibile che il giovane la pensi liberamente in materia di sesso? E che ne sarà della morale? E’ ammissibile che i soldati la pensino liberamente in merito alla guerra? E che ne sarà della disciplina militare? Facciamola finita con il pensiero! Si rientri nelle tenebre del pregiudizio, per tema che la proprietà, la morale e la guerra siano messe a repentaglio! Piuttosto che i loro pensieri siano liberi, è meglio che gli uomini siano stupidi, infingardi, tiranni. Infatti, se i loro pensieri fossero liberi, non penserebbero come noi, e questa calamità deve essere evitata a ogni costo. ” Così ragionano, nelle profondità inconscie del loro animo, gli avversari del pensiero, e così agiscono nelle loro chiese, nelle loro scuole, nelle loro università.
Bertrand Russel