Pagine

domenica 3 gennaio 2021

Nietzsche: abisso

 


"Chi combatte contro i mostri deve guardarsi dal non diventare egli stesso un mostro. E quando guardi a lungo in un abisso, anche l'abisso ti guarda dentro."

Friedrich Nietzsche

lunedì 21 dicembre 2020

sabato 21 novembre 2020

Friedrich Nietzsche: ballare

 


"E coloro che furono visti danzare furono ritenuti pazzi da coloro che non potevano ascoltare la musica.“

"And those who were seen dancing were thought to be insane by those who could not hear the music. "

Friedrich Nietzsche


 La frase viene spesso attribuita a Nietzsche sia in lingua italiana che in lingua inglese, tuttavia non vi è alcuna evidenza che la citazione appartenga realmente al filosofo tedesco. La prima attribuzione nota a Nietzsche risale infatti solo al 2003, più di cento anni dopo la sua morte. Probabilmente scaturisce da uno scritto del religioso Thomas Manton, edito nel 1873. Una delle prime menzioni di questa citazione risale al 1927, quando venne riportata in una versione molto simile dal giornale londinese The Times ed etichettata come "vecchio proverbio" (old proverb).

Fonte: https://le-citazioni.it/frasi/1001226-friedrich-nietzsche-e-coloro-che-furono-visti-danzare-furono-giudicati/

lunedì 2 marzo 2020

Voltaire: chi comanda

“Per capire chi vi comanda basta scoprire chi non vi è permesso criticare” (Voltaire)

martedì 5 novembre 2019

Otto von Bismark: ricambiare


Con un gentiluomo sono sempre un gentiluomo e mezzo e con un mascalzone cerco di essere un mascalzone e mezzo” 
Otto von Bismark, statista prussiano.

lunedì 15 luglio 2019

Giovanni Verga: la roba


...
Di una cosa sola gli doleva, che cominciasse a farsi vecchio, e la terra doveva lasciarla là dov’era. Questa è una ingiustizia di Dio, che dopo di essersi logorata la vita ad acquistare della roba, quando arrivate ad averla, che ne vorreste ancora, dovete lasciarla! E stava delle ore seduto sul corbello, col mento nelle mani, a guardare le sue vigne che gli verdeggiavano sotto gli occhi, e i campi che ondeggiavano di spighe come un mare, e gli oliveti che velavano la montagna come una nebbia, e se un ragazzo seminudo gli passava dinanzi, curvo sotto il peso come un asino stanco, gli lanciava il suo bastone fra le gambe, per invidia, e borbottava: – Guardate chi ha i giorni lunghi! costui che non ha niente! Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: Roba mia, vientene con me!
...